Per chi gestisce un homelab e ogni tanto vuole appoggiare qualcosa “in cloud” (un backup off-site, una landing page, un endpoint sempre raggiungibile), i tier gratuiti dei big cloud sono un’opportunità enorme che spesso resta non sfruttata. La curva di apprendimento iniziale è fastidiosa, ma una volta capita la mappa si possono mettere in produzione cose serie con costo annuale zero.
Riassumo come uso oggi i principali tier gratuiti, senza esporre numeri di account o tenant miei.
Oracle Cloud Infrastructure Always Free
Il più generoso dei tier “always free” attualmente in giro: 4 OCPU ARM Ampere A1 + 24 GB RAM da spalmare su una o più VM, 200 GB di block storage, 10 GB di object storage standard + 10 GB archive, un Autonomous Database da 20 GB. “Always free” vuol dire che non scade dopo 12 mesi (a differenza del free tier AWS che è tempo-limitato).
Per creare una VM A1 ARM via CLI, una volta configurato oci-cli:
oci compute instance launch \
--availability-domain AD-1 \
--compartment-id COMPARTMENT_OCID \
--shape VM.Standard.A1.Flex \
--shape-config '{"ocpus": 2, "memoryInGBs": 12}' \
--image-id IMAGE_OCID \
--subnet-id SUBNET_OCID \
--display-name homelab-aux
COMPARTMENT_OCID è nel formato ocid1.compartment.oc1.. seguito da identificativo. Lo recupero con oci iam compartment list, così come IMAGE_OCID e SUBNET_OCID. Mai metterli in chiaro su repository pubblici.
Cosa ci faccio sopra: una VM ARM piccola che fa da bastion SSH off-site verso il mio homelab via Tailscale, e ospita servizi che voglio sempre raggiungibili anche quando casa va giù (DNS secondario, status page). Un’altra VM A1 ospita una replica InfluxDB di sola lettura come backup metriche.
AWS Free Tier
Il free tier AWS Always Free include 1 milione di invocazioni Lambda e 400.000 GB-secondi al mese, 25 GB DynamoDB, 1 milione di richieste DynamoDB e 100 GB di egress CloudFront. Il free a 12 mesi aggiunge 750 ore EC2 t2.micro (che scadono), 5 GB S3, 750 ore RDS.
Per un homelab si vive bene con il solo “always free”: Lambda + DynamoDB + S3 (qui si paga storage > 5 GB anche always, ma centesimi). Esempio di upload backup su bucket con storage class IA:
aws s3 mb s3://mio-backup-offsite-ACCOUNT_ID --region eu-west-1
aws s3 cp /var/backups/db.sql.gz s3://mio-backup-offsite-ACCOUNT_ID/ \
--storage-class STANDARD_IA
STANDARD_IA costa metà di STANDARD per oggetti che non leggo spesso, con il vincolo di mantenere il file almeno 30 giorni in classe IA.
Google Cloud Platform Free Tier
GCP offre un free tier “always free” più modesto ma utile: una e2-micro in us-west1/us-central1/us-east1, 30 GB HDD, 5 GB Cloud Storage standard, 1 GB egress fuori dal Nord America. L’e2-micro non basta per molto, ma per un ping checker o un piccolo cron job sì.
Cloudflare Workers e R2
Cloudflare ha un free tier dei più pratici per un homelab. 100.000 richieste Workers al giorno, 10 GB R2 storage, 1 milione classe A operations e 10 milioni classe B operations al mese. Niente egress per R2 (è il vero killer feature rispetto a S3).
Esempio di Worker minimale che risponde a un health check:
npm create cloudflare@latest -- mio-health-worker
cd mio-health-worker
wrangler deploy
Lo uso per pingare i miei servizi homelab via Tailscale subnet router e scriverne lo stato su KV. Il worker risponde in 30-80 ms da edge, e ho un endpoint pubblico per status page senza esporre infrastruttura mia.
Un caso reale
Un paio di mesi fa pagavo 7 euro al mese per una piccola VPS che ospitava un endpoint HTTPS per ricevere webhook di terze parti. Ho passato un pomeriggio a riscriverlo come Worker Cloudflare con storage su KV e ho dismesso la VPS. Conto annuale: -84 euro. Latenza del nuovo endpoint dimezzata (rispetto al VPS in singola region) e affidabilità superiore (Cloudflare edge globale). Il deploy del worker, comprese le variabili di ambiente, sta in venti righe di wrangler.toml e un singolo file index.ts. Il TCO totale di quel servizio è passato da 84 euro a 0,00 euro l’anno.
Cosa funziona bene
Ogni cloud ha tier complementari: OCI ti dà compute ARM serio (per VM Linux che girano 24/7), AWS ti dà serverless (Lambda+DynamoDB), GCP ti dà micro-istanze e BigQuery free, Cloudflare ti dà edge globale e storage senza egress. Mischiandoli, copri quasi ogni esigenza tipica di un homelab senza pagare.
Limiti
I tier gratuiti cambiano. AWS ha già rimodulato il suo free tier in passato, OCI ha avuto problemi di disponibilità ARM in certe region. Il vendor lock-in è reale anche su free: una Lambda non si sposta facilmente su Workers. Inoltre, oltre certi consumi le fatture esistono e possono fare male: configuro sempre alerting di billing a 1 euro/giorno per ogni account, e budget hard a zero dove possibile.
In pratica
Free tier cloud è una leva tecnica preziosa per chi gestisce un homelab. Permette di avere componenti in cloud sempre acceso (DNS secondario, status page, backup off-site, webhook endpoint) senza spese ricorrenti. La gestione costa un po’ di tempo iniziale, ma una volta scritto il setup come Infrastructure-as-Code (Terraform o equivalente), replicare è banale. E quando un servizio cresce oltre il free tier, si decide a ragion veduta se mantenerlo in cloud o portarlo sull’hardware di casa.
Immagine generata con Cloudflare Workers AI / FLUX.








